Ha vissuto a Bugeber negli anni 40. Ci racconta l’infanzia e la gioventù al lago di Venere

UNA SIGNORA PANTESCA NATA NEL 1942 HA RACCONTATO LA SUA INFANZIA E LA SUA GIOVENTÙ VISSUTE A BUGEBER.
In quel periodo c’era la scuola elementare a Bugeber e i maestri venivano da fuori. Erano bravi maestri, ma anche molto severi! Abitavano negli appartamentini della scuola. A quei tempi l’obbligo scolastico non era sempre rispettato, infatti la signora ha frequentato fino alla terza classe delle elementari, poi basta. Si imparava a scrivere la propria firma.
I suoi genitori erano contadini, come la maggior parte degli abitanti di Pantelleria. Economicamente non stavano male, lavoravano sodo avendo tante terre da coltivare e la signora racconta che sin da bambina aiutava i genitori. La scelta di abbandonare la scuola per affiancare la sua famiglia nel lavoro non le ha permesso di studiare, né di leggere libri. Il tempo libero lo trascorreva giocando all’aperto con le sue amichette.

Passano gli anni e si avvicinava l’età di sposarsi, per questo si fidanzò con un ragazzo del paese. Lui l’andava a trovare solo quando un suo amico si recava a Bugeber con la moto. I giovani fidanzati a quei tempi non potevano sedersi vicini, dovevano stare separati di almeno 4-5 metri, o forse anche più. Il ragazzo, quando rimaneva a dormire a casa di lei visto che non era facile tornare in paese nella stessa giornata, dormiva in una stanza con il padre della ragazza, mentre lei stava con sua madre.
Quando le abbiamo chiesto se andavano a farsi il bagno al lago rispose che al lago andavano solo a lavare i panni. Scendevano a piedi lungo una stradina oggi ormai sostituita da una grande strada carrabile. Al lago c’è un posto dove l’acqua fuoriesce bollente e a quei tempi ci si facevano bollire le uova. La strada per il lago era solo un piccolo sentiero, non esisteva nemmeno il servizio della corriera che collegasse Bugeber a Pantelleria Centro: per andare in paese si faceva la strada a piedi fino a Kattibuale, e solo da lì si prendeva la corriera del servizio pubblico. Non c’era l’elettricità, si usavano le candele e le lampade a petrolio. “Di solito si dice che nei tempi passati si viveva meglio – ha concluso la signora – ma io questo periodo moderno non lo cambierei con nessun altro… soprattutto per la comodità dell’elettricità, dell’acqua calda dal rubinetto, per la TV ed il PC con internet. Anche se Pantelleria ogni tanto, nel suo profondo, fa ricordare i tempi di una volta…preferisco comunque il mondo attuale!”

Foto e testo: Silvia Němečková.
Ha collaborato: Giovanna Ferlucci.

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