5 motivi per visitare Pantelleria

Più vicina all’Africa che alla Sicilia (dalla prima dista 70 chilometri, dalla seconda 110) Pantelleria è un’isola di origine vulcanica. Un piccolo gioiellino al centro del Mar Mediterraneo meta ambita dai turisti che vogliono scappare dai ritmi frenetici della città per rifugiarsi in un’oasi di benessere, calma e tranquillità.

Pantelleria è un territorio da un forte carattere e dai decisi contrasti, tutti dicono che l’isola non abbia mezze misure: o la ami o la odi, sin dal primo istante.

Pantelleria ha rubato il cuore a parecchia gente, basti pensare che Giorgio Armani ci trascorre le vacanze estive da circa 30 anni nel suo Dammuso in località Gadir.

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Oggi vogliamo approfondire i motivi per i quali tanta gente sceglie quest’isola, quindi, ritornando all’argomento di questo articolo, proveremo adesso ad elencarti quelli che per noi sono i 5 motivi per cui vale la pena visitare Pantelleria.

Calma e Tranquillità

La quiete è forse una delle caratteristiche che contraddistingue più di tutte Pantelleria. Chi proviene dai ritmi sfrenati della città sa bene quanto sia importante riuscire a staccare la spina per un po’ e Pantelleria viene incontro da questo punto di vista.

Qui i ritmi sono lenti, si vive bene ed essendo un’isola il contatto con la natura è più forte, ci si entra in armonia e la si riesce ad ascoltare attraverso i suoi elementi naturali: il mare, il vento, il sole, la luna e le stelle.

Il mare è bello da vedere e da ascoltare; il sole al tramonto regala sempre attimi indimenticabili, paesaggi mozzafiato che rimarranno impressi per sempre nella nostra mente. Nelle belle giornate, quelle senza nuvole, all’orizzonte si scorge la costa africana, il profilo di Capo Bon in Tunisia lo si tocca con un dito. La mattina presto, dal versante nord-est, spesso si intravede anche la Sicilia; i venti di Maestrale e Scirocco accarezzano l’isola tutto l’anno, non per niente è chiamata “Bent El Rhia”, la figlia del vento: i primi soffiano principalmente nella stagione invernale, lo scirocco è prevalente in estate.

La luna e le stelle sono la ciliegina sulla torta: potrete godervele nelle serate estive, magari dopo una cena su una terrazza di un tipico Dammuso di Pantelleria. Basti pensare cosa disse Gabriel Garcìa Marquez:

Non credo che esista al mondo un luogo più adatto per pensare alla Luna. Ma Pantelleria è più bella.

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Coste tunisine al tramonto. Foto: Marzia Di Marzo

Mare e Paesaggi dell’entroterra

Pantelleria riesce a distinguersi anche per il mare: qui non ci sono spiagge, c’è solo roccia nera vulcanica, testimonianza delle sue origini.

L’isola offre discese a mare particolarmente belle con fondali spettacolari, vale la pena citarne alcune: Balata dei Turchi, Arco dell’Elefante, Nikà. Il giro dell’isola è d’obbligo per scoprire grotte e piccole insenature invisibili dalla terra ferma.

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L’entroterra custodisce paesaggi mozzafiato. Pantelleria, contrariamente a quanto si pensi, è un’isola a vocazione agricola. La coltura principale è la vite di Zibibbo coltivata ad alberello. Questa pratica è stata inserita dall’Unesco nella lista dei patrimoni immateriali dell’umanità. Una tecnica che ha permesso di produrre uno dei vini da dessert migliori del mondo: il Passito di Pantelleria. Le viti vengono coltivate in terrazzamenti sostenuti da muretti a secco, elementi questi che modellano e rendono unico il paesaggio di quest’isola.

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Immancabili e altrettanto famosi sono i Dammusi di Pantelleria, costruzioni tipiche dell’isola dagli spessi muri rivestiti in pietra e bianche cupole. Modello costruttivo che si integra perfettamente nel paesaggio dell’isola e ne diventa un tutt’uno. Oggi il Dammuso è la tipologia abitativa più richiesta dai turisti in vacanza sull’isola. Se venite a visitare Pantelleria il soggiorno in Dammuso è d’obbligo!

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Valle di Monastero. Foto: Mauro Silvia

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Arco dell’Elefante – Foto: Samuel Gorgone

Storia e Archeologia

Per millenni Pantelleria ha avuto un ruolo strategico nel Mediterraneo. La sua posizione centrale è stata sfruttata da numerosi popoli come punto di appoggio, luogo di rifugio e territorio fertile per i loro commerci.

Una ricca testimonianza risale all’età del Bronzo: il popolo dei Sesioti si stabilì sull’isola per estrarre l’ossidiana, il cosiddetto oro nero, utilizzato per costruire attrezzi per diversi utilizzi. Si insediarono nel villaggio di Mursia dove costruirono enormi monumenti funebri di pietra locale, oggi conosciuti come i Sesi.

Anche ai tempi dei Cartaginesi l’isola ebbe un ruolo fondamentale: quando i Greci presero il controllo del Mediterraneo, l’isola al centro fra la Sicilia e la Tunisia svolse un ruolo importante in ambito commerciale e militare. Le testimonianze di questo periodo giungono dall’Acropoli di San Marco e Santa Teresa. Cisterne, cinte murarie, resti di pavimentazioni testimoniamo l’antico splendore di Cossyra.

I tre ritratti di Giulio Cesare, Antonia Minore e Tito, ritrovati in una cisterna presso l’acropoli ci restituiscono una testimonianza della presenza dei Romani sull’isola cosi come i Vandali, i Bizantini che ci lasciarono diversi sepolcri scavati nella roccia nelle contrade di Zighidì e Gibbiuna, gli Arabi da cui deriva quasi tutta la toponomastica, i Normanni, gli Angioini, gli Aragonesi, i Turchi, i Borboni fino all’annessione al Regno d’Italia e poi alle vicende del fascismo dove lo sbarco alleato del 1943 rase al suo l’intero centro abitato.

Insomma una storia ricca di vicende oggi testimoniate dai numerosi ritrovamenti archeologici esposti, in parte, al Castello di Pantelleria, struttura di origine medievale oggi utilizzato come sede museale.

Approfondimenti: il Castello di Pantelleria.

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Sese Grande, Località Cimillia

Enogastronomia

Tutti conoscono l’ottima reputazione della cucina mediterranea e quella di Pantelleria non può che confermarlo. I piatti panteschi riescono a racchiudere il carattere dell’isola e le culture dei popoli che l’hanno dominata.

Pur essendo un’isola, Pantelleria ha una vocazione agricola e ne sono una testimonianza gli squisiti Ravioli Amari ripieni di ricotta e menta, la Tumma, fresco formaggio locale, i Capperi, prodotto d’eccellenza a marchio IGP, l’uva Zibibbo da cui deriva il famosissimo Passito di Pantelleria, vino dolce da dessert. Non possiamo non citare l’ammogghio, un pesto tipico locale, il Cous Cous di evidente derivazione araba e l’Insalata Pantesca, mix di patate, capperi, olive, cipolla e pomodoro.

I dolci rappresentano un discorso a parte: Bacio Pantesco, Mustazzoli e Pasticciotti, bastano solo loro a farvi ritornare a Pantelleria!

Leggi anche: Cosa mangiare a Pantelleria.

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Mustazzoli di Pantelleria

Cultura e Tradizioni

Non sembra a prima vista ma Pantelleria, in inverno, stagione in cui si svuota di turisti, è più viva che mai. Il principale motore che la tiene attiva è il Carnevale Pantesco. Sull’isola il periodo di Carnevale è lunghissimo e lo si vive nelle serate danzanti dei circoli. La piccolissima isola conta ben 16 circoli sparsi nell’entroterra. Ogni giorno della settimana, a partire da Capodanno, ogni circolo ospita una serata danzante. Questa del ballo nei circoli è una tradizione molto forte e sentita dai panteschi a cui, sin da bambini, sono abituati a trascorrere nottate fino all’alba a suon di musica: valzer, fox, polca e tango suonate da orchestre locali allietano sette serate danzanti, una a settimana fino al martedì grasso.

Una tradizione sempre viva che non lascia scampo neanche ai turisti e ai forestieri presenti in quel periodo sull’isola: tutti diventano parte di una grande famiglia, accompagnati e accolti in ogni circolo degustando un buon vino e degli ottimi dolci locali.

Approfondimenti sul Carnevale Pantesco.

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Gruppo Circolo Ogigia. Foto: Samuel Gorgone

Capirai quanto sia stato difficile cercare di riassumere in 5 motivi le ragioni per cui vale la pena visitare Pantelleria, ce ne sarebbero infatti molte altre che però lasciamo scoprire a te non appena visiterai l’isola.

Prima di concludere ci teniamo a segnalarti la pagina dalla quale potrai avere maggiori informazioni in merito ai modi per raggiungere Pantelleria. In sintesi l’isola è collegata tutto l’anno con Trapani (due traghetti e tre voli giornalieri) e Palermo (due voli giornalieri). Durante la stagione estiva si aggiungono voli diretti dalle più importanti città italiane (Roma, Milano, Bologna, Venezia). Per maggiori informazioni: come arrivare a Pantelleria.

Ultima cosa: soggiornare in un Dammuso è una delle esperienze più belle che si possa vivere a Pantelleria, per questo ci va di segnalartene qualcuno: Dammusi in affitto a Pantelleria, scegli quello che più ti piace e contatta direttamente il proprietario.

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